I blind
Il poker non e un gioco puramente d’azzardo.
Questa e una dichiarazione che potrebbe farmi passare per bugiardo ma vi assicuro che la sottile differenza tra abilita, scelta e azzardo esiste, e la prima linea che la demarca e il blind.
Per chi e appassionato di poker, questa parola, che spesso resta in inglese, non e sconosciuta.
Il termine blind, letteralmente significa “cieco” e in italiano, nell’ambito del poker, viene tradotto con “buio”. Ma anche il termine letterale ben spiega la funzione che il blind ha all’interno di una sessione di poker.
I blind infatti sono quelle puntate anticipate che ci permettono di partecipare ad un round di poker, mostrando il “sacrificio” monetario, alla cieca appunto, che siamo tenuti a fare due volte per ogni giro completo di giocatori.
Big Blind e Small Blind, rispettivamente tradotti con Grande e Piccolo Buio, sono l’uno il doppio dell’altro e crescono in maniera direttamente proporzionale.
Insieme i due mettono a disposizione una somma, forzata, per cui vale la pena giocare anche se tutti optano per il call (che in questo caso e l’azione minima per restare in gioco e vedere almeno la prima community card) o il fold, fino a poter diventare, da soli, il piatto a disposizione.
Ma torniamo al nostro limite tra costrizione e scelta, e quindi tra abilita e azzardo.
La struttura dei blind di una sessione di poker ci permette la liberta, anche se limitata, di tirarci indietro quando pensiamo di non essere di fronte alla mano giusta per noi.
I blind, per la maggior parte delle tipologie del poker, sono obbligatori e, a parte livelli molto elevati o stadi molto avanzati di tornei, consiste in una somma che di solito e in percentuale minima rispetto al proprio stack.
A parte i due round in cui ci tocca sborsare uno dei due blind nella partita di poker, come giocatori, siamo liberi di scegliere se entrare in gioco e, facendolo, se investire, sfruttare o rischiare la somma per coprire i blind.
Va da sé quindi che non v’e perdita di soldi se non siamo noi per primi, in base alle nostre carte, a cio che pensiamo delle azioni degli altri ed in base a quanto conosciamo i nostri avversari, a decidere di spendere dei soldi per essere nella mano.
Ma, spesso, anche il round in cui ci tocca il blind puo essere fonte di guadagno preintenzionale.
Mettiamo per esempio che ci servono delle carte decenti ma non ottime da sole, che siamo in uno stadio avanzato di un buon torneo e che il nostro stack sia leggermente piu alto della media.
In questo caso, in posizione di BB, abbiamo avuto la fortuna di agire per ultimi, e capire chi ha davvero carte preziose e chi ha investito con poca probabilita di riuscita (con una puntata bassa per esempio o con una azione fatta in silenzio, con un sospiro o anche guardando verso il basso). Ammesso che non siano state distribuite carte favolose a tutti meno che a voi, se non si sono avute puntate eccezionali, e se sappiamo che in gioco non e rimasto un giocatore tight, possiamo senza dubbio rilanciare sul nostro buio.
Non cadiamo nell’errore di credere che gli altri non abbiano fatto sacrifici a coprire il blind. Nel momento in cui si trovano davanti al nostro raise, non e detto che vogliano rischiare di perdere altrettante fiches. I pochi che sono rimasti avranno una gatta da pelare nel decidere se coprire la vostra puntata.
Altro fattore importante per chi ha il Big Blind, essendo questa una puntata obbligatoria, abbiamo da questa posizione due ottime eventualita. Foldano tutti, quindi senza sforzo e senza carte necessariamente buone, otteniamo anche lo small blind e, soprattutto, se non ci sono puntate che lo superano, possiamo andare a vedere il flop senza dover decidere se e quanto puntare. Non ci viene gratis, ma e come se lo fosse.
Un elemento da valutare, con un giusto mix tra attenzione e risoluzione, e la possibilita di bluffare, quando si e invece allo Small Blind. Soprattutto quando si rimane in pochissimi ed il Big Blind e conosciuto per essere un giocatore che non ama il rischio, a livelli di blind molto alti il bluff dallo SB e un ottima fonte di guadagno. Chi ha detto che il poker sia uno sport facile?
Per tutti i consigli vale la solita dritta, varia il gioco sul tavolo di poker. Non fossilizzarti mai su un solo modo di fare e all’occorrenza tenta varie mosse, anche l’una opposta all’altra. Sara un modo per confondere i tuoi avversari e non lasciare loro informazioni sicure.
Per il resto, trova il tempo di divertirti. Sempre.
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